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Riassunto

Riassunto: Capitolo 26

Cosa succede

Il giorno dopo Pinocchio va alla scuola comunale. I compagni, vedendo entrare un burattino, lo prendono in giro: gli tolgono il berretto, gli disegnano i baffi con l’inchiostro, provano a legargli dei fili alle mani e ai piedi per farlo ballare. Pinocchio prima sopporta, poi dichiara che non è venuto a fare il buffone e che vuole essere rispettato. Quando uno cerca di afferrargli il naso, gli assesta un calcio negli stinchi, e un altro si prende una gomitata. Da quel momento tutti lo stimano e gli vogliono bene.

Anche il maestro è contento di lui, perché è attento e studioso, il primo ad arrivare e l’ultimo ad alzarsi a fine lezione. Il suo solo difetto è frequentare troppi compagni, tra cui molti monelli senza voglia di studiare. Il maestro e la Fata lo avvertono ogni giorno che quelle amicizie finiranno per fargli perdere l’amore per lo studio, ma il burattino risponde che non c’è pericolo, perché ha molto giudizio.

Un giorno, mentre va a scuola, un gruppo di compagni gli annuncia che nel mare vicino è arrivato un Pesce-cane grande come una montagna. Pinocchio si chiede se sia lo stesso del giorno in cui è annegato il suo babbo, ma all’inizio vuole andare a scuola. I compagni insistono: la scuola può aspettare, il maestro è pagato per brontolare e le mamme non sanno mai nulla. Pinocchio propone di andare dopo le lezioni, ma gli rispondono che il pesce non aspetterà; quando sente che per andare e tornare basta un’ora, dà il segnale della corsa. Corre davanti a tutti attraverso i campi, ridendo dei compagni rimasti indietro, senza sapere quali disgrazie lo aspettano.

Perché è importante

Il capitolo mostra i primi risultati delle promesse del capitolo 25: Pinocchio si fa rispettare e diventa un buon allievo. Ma introduce subito il pericolo che dominerà i capitoli successivi, quello dei cattivi compagni, e prepara la figura di Lucignolo, che entrerà in scena nel capitolo 30.

La notizia inventata dai compagni tocca un punto sensibile del burattino: il Pesce-cane che, secondo il Delfino del capitolo 24, avrebbe inghiottito Geppetto. Pinocchio dice infatti di volerlo vedere «per certe mie ragioni», e proprio l’affetto per il padre diventa l’occasione della disobbedienza. Il commento finale del narratore, che anticipa le disgrazie future, crea attesa per il capitolo seguente.

Passi da ricordare

«Io rispetto gli altri e voglio essere rispettato.»

Pinocchio difende la propria dignità con una frase da ragazzo assennato, che i compagni deridono.

«Con una lezione di più o con una di meno, si rimane sempre gli stessi somari.»

L’argomento dei compagni svaluta la scuola, e la parola «somari» anticipa ciò che accadrà a Pinocchio dopo il Paese dei Balocchi.

«Lo sciagurato, in quel momento, non sapeva a quali paure e a quali orribili disgrazie andava incontro.»

Il narratore interviene per avvertire il lettore e dare al capitolo un finale sospeso.