Cosa succede
Dopo aver tentato di negare, la donnina ammette di essere la Fata. Pinocchio l’aveva lasciata bambina e la ritrova donna, tanto cresciuta da potergli fare da mamma: il burattino ne è felice, perché desidera da tempo una mamma come gli altri ragazzi. Chiede di poter crescere anche lui, ma la Fata gli spiega che i burattini non crescono mai. Pinocchio dice di essere stanco di fare il burattino e di voler diventare un uomo, e la Fata gli promette che lo diventerà se saprà meritarselo, cioè se diventerà un ragazzo perbene.
Segue un dialogo in cui la Fata elenca le qualità dei ragazzi perbene e Pinocchio ammette di avere i difetti opposti: non ubbidisce, non studia, dice bugie, detesta la scuola. Promette però di cambiare vita. Chiede del babbo, e la Fata si dice sicura che lo rivedrà. Poi Pinocchio le domanda se davvero non era morta: lei risponde che il dolore sincero del burattino le ha fatto capire che ha buon cuore, e per questo lo ha perdonato ed è venuta a cercarlo.
La Fata sarà la sua mamma, ma Pinocchio dovrà ubbidirle: dal giorno dopo andrà a scuola e poi imparerà un mestiere. Il burattino si rabbuia, dice che per la scuola è tardi e che lavorare è faticoso. La Fata ribatte che non è mai tardi per imparare e che l’ozio è una malattia da guarire fin da bambini. Pinocchio, colpito, promette di studiare e lavorare; la Fata conferma la sua promessa, ma aggiunge che ora tutto dipende da lui.
Perché è importante
Questo capitolo fissa l’obiettivo dei capitoli che seguono: Pinocchio vuole smettere di essere un burattino, e la trasformazione in ragazzo non è un dono magico ma un premio da meritare con l’ubbidienza, lo studio e il lavoro. Cambia anche il rapporto con la Fata, che da sorellina, come nel capitolo 18, diventa madre e guida.
Il perdono nasce dal pianto sulla tomba del capitolo 23: la Fata vede nel dolore del burattino la prova di un cuore buono, la qualità che resterà decisiva fino all’ultimo capitolo. Le promesse fatte qui aprono la vita scolastica raccontata dal capitolo 26 al 29, con le sue cadute e i suoi progressi.
Passi da ricordare
«Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.»
La frase della Fata, costruita su una ripetizione, presenta la condizione del burattino come un destino chiuso, da cui si esce solo con il merito.
«La sincerità del tuo dolore mi fece conoscere che tu avevi il cuore buono»
La Fata spiega il perdono con la bontà del cuore più che con i comportamenti di Pinocchio.
«L’ozio è una bruttissima malattia e bisogna guarirla subito, fin da bambini»
La condanna dell’ozio riassume il programma educativo che la Fata propone al burattino.
«Te l’ho promesso, e ora dipende da te.»
L’ultima battuta affida a Pinocchio la responsabilità del proprio cambiamento.