Cosa succede
Il principe approfitta subito della lettera di Gertrude. La riceve con freddezza, le fa capire che dopo lo scandalo nessun gentiluomo potrebbe sposarla e, quando a lei sfugge un’esclamazione di assenso alle sue parole sui pericoli del mondo, annuncia alla moglie e al figlio che Gertrude ha deciso di farsi monaca. Da quel momento la giovane è festeggiata come la sposina, tra pranzi, visite, complimenti e passeggiate in carrozza. Il giorno dopo la famiglia la accompagna a Monza, dove, sotto lo sguardo minaccioso del padre, Gertrude chiede alla badessa di essere ammessa. Sceglie poi come madrina la dama che il principe desiderava e, davanti al vicario delle monache che deve verificare la libertà della sua scelta, mente: teme che, dicendo la verità, resterebbe sola con il padre. Accettata dal capitolo, dopo un anno di noviziato pronuncia i voti.
Monaca per forza, Gertrude vive nel rancore: odia le monache che l’hanno spinta a entrare e anche quelle serene, che le sembrano un rimprovero; diventata maestra delle educande, ora le tormenta, ora le incita al disordine. Dopo alcuni anni un giovane scellerato di nome Egidio, che abita accanto al suo quartiere, le rivolge la parola, e lei risponde. Nasce una relazione segreta. Quando una conversa minaccia di rivelare ciò che sa, sparisce nel nulla, e il narratore lascia intendere che sia stata uccisa e sepolta lì vicino. Circa un anno dopo arriva Lucia: la signora le fa domande imbarazzanti, che Agnese spiega come stravaganze dei signori, ma decide di proteggerla. Il capitolo si chiude annunciando che don Rodrigo, deluso, non ha rinunciato a Lucia.
Perché è importante
Il capitolo completa la storia di Gertrude e mostra come una serie di piccoli cedimenti, ottenuti con la paura e con una dolcezza calcolata, conduca a una scelta irrevocabile. Il narratore condanna apertamente il principe, al quale rifiuta perfino il titolo di padre, e osserva che la religione avrebbe potuto dare pace anche a una monaca forzata; Gertrude invece si ribella interiormente, e la ribellione la porta alla colpa e al delitto.
La vicenda della monaca si lega direttamente alla trama: Lucia si trova sotto la protezione di una donna che nasconde un segreto terribile. Il capitolo chiude la lunga digressione cominciata nel IX e riporta il racconto a don Rodrigo, che nel capitolo seguente cerca di scoprire dove siano finiti i fuggiaschi.
Passi da ricordare
«non ci regge il cuore di dargli in questo momento il titolo di padre»: il narratore interviene per condannare il principe, che sfrutta il momento di debolezza della figlia.
«mi fo monaca, di mio genio, liberamente»: la risposta al vicario è la menzogna decisiva con cui Gertrude si chiude da sola l’ultima via d’uscita.
«così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano»: il narratore commenta la gioia del principe, in parte sincera e insieme egoista.
«La sventurata rispose»: in tre parole il narratore racconta l’inizio della colpa di Gertrude, senza aggiungere altro.