Libri di dominio pubblico

I promessi sposi

Lucia Mondella

Protagonista, la promessa sposa

Lucia Mondella è una giovane del paese vicino a Lecco in cui vive con la madre Agnese; lavora in una filanda ed è promessa sposa di Renzo. Il romanzo la presenta la mattina delle nozze, vestita a festa, mentre arrossisce e si schermisce dagli sguardi delle amiche. È lei, senza volerlo, all’origine della vicenda: don Rodrigo l’ha notata tornando dalla filanda e ha scommesso con il cugino che l’avrebbe avuta. Lucia è religiosa, riservata e prudente; per pudore aveva confidato le molestie del signorotto soltanto a fra Cristoforo, e segue controvoglia i piani audaci di Renzo e di Agnese, come il matrimonio di sorpresa.

Dopo la notte degli imbrogli fugge con la madre verso Monza, dove una lettera di fra Cristoforo le fa accogliere in un monastero sotto la protezione di Gertrude, la monaca che tutti chiamano la signora. Mentre la barca si allontana dalla riva, il narratore dà voce al suo dolore per i luoghi in cui è cresciuta: «Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo». Proprio Gertrude, però, costretta da Egidio, la consegna ai bravi dell’Innominato, che la rapiscono per conto di don Rodrigo. Chiusa nel castello, Lucia supplica il suo rapitore di lasciarla andare, e nella notte, disperata, promette alla Madonna di restare vergine e di rinunciare a Renzo se sarà liberata. Le sue parole scuotono l’Innominato, che la mattina dopo si converte e la fa riportare in salvo.

In seguito Lucia viene ospitata a Milano da donna Prassede, dopo aver rivelato alla madre il voto che la tormenta. Durante la peste si ammala e finisce nel lazzeretto, dove Renzo la ritrova ormai guarita; lei vorrebbe mantenere la promessa fatta alla Madonna, ma fra Cristoforo, con l’autorità della Chiesa, la scioglie dal voto, e i due possono finalmente sposarsi. Lucia rappresenta la fede semplice e la fiducia nella Provvidenza: non va mai incontro al pericolo, ma trova nella preghiera la forza di resistere alle prepotenze. Alla fine lo dice lei stessa a Renzo, che si vanta di tutto ciò che ha imparato: «Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercar me.»

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