Libri di dominio pubblico

I promessi sposi

Renzo Tramaglino

Protagonista, il promesso sposo

Renzo Tramaglino, che nei documenti della giustizia si chiama Lorenzo, è un giovane filatore di seta di un paese vicino a Lecco, rimasto orfano fin da ragazzo e fidanzato con Lucia Mondella. Il romanzo lo presenta la mattina del giorno fissato per le nozze, mentre va dal curato «con la lieta furia d’un uomo di vent’anni, che deve in quel giorno sposare quella che ama». Il rifiuto di don Abbondio, piegato dalle minacce di don Rodrigo, lo mette per la prima volta davanti all’ingiustizia dei potenti: Renzo è onesto e generoso, ma impulsivo, e nella rabbia arriva a pensare di farsi giustizia da sé.

Fallito il tentativo di sposarsi di sorpresa davanti al curato, deve fuggire: fra Cristoforo lo manda a Milano, dove arriva nel pieno dei tumulti per il pane. Si lascia trascinare dalla folla, parla in pubblico contro le ingiustizie, beve troppo all’osteria e rivela nome e cognome a uno sconosciuto al servizio della giustizia; arrestato la mattina dopo, si libera grazie alla gente in strada e scappa oltre l’Adda, nel territorio della Repubblica di Venezia, dove trova lavoro presso il cugino Bortolo. Per molti mesi vive da ricercato e con un nome falso, lontano da Lucia, di cui riceve soltanto notizie confuse; quando arriva la peste si ammala, guarisce e torna a cercarla.

Nel lazzeretto di Milano ritrova fra Cristoforo, che lo conduce davanti a don Rodrigo morente e lo convince a perdonarlo davvero; subito dopo ritrova Lucia, guarita, e il frate la scioglie dal voto che aveva fatto. Finita la peste, i due si sposano e vanno a vivere nel territorio di Bergamo, dove Renzo lavora con il cugino Bortolo. Nel corso del romanzo Renzo cambia: impara a dominare la collera, a perdonare e a diffidare delle parole facili, e da padre di famiglia racconta le sue avventure concludendo sempre di aver imparato qualcosa, cioè «a non mettermi ne’ tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a non alzar troppo il gomito». Lucia gli fa notare che i guai possono arrivare anche a chi non li cerca, e da quello scambio il narratore ricava il senso di tutta la storia.

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