Andreuccio di Pietro, che la rubrica chiama Andreuccio da Perugia, è il protagonista della quinta novella della seconda giornata, raccontata da Fiammetta. È un giovane mercante di cavalli perugino che non si è mai allontanato da casa. Saputo che a Napoli i cavalli si comprano a buon prezzo, vi arriva con cinquecento fiorini d’oro e al mercato, per mostrare che è venuto a comprare, tira fuori più volte la borsa davanti a tutti, «sí come rozzo e poco cauto».
La sua avventura si svolge in una sola notte. Una giovane siciliana che ha visto la borsa si informa su di lui da una vecchia che aveva conosciuto suo padre, lo fa chiamare nella sua casa, nel malfamato quartiere di Malpertugio, e lo accoglie tra lacrime e abbracci fingendosi sua sorella, nata da una relazione del padre a Palermo. Andreuccio le crede, resta a cena e a dormire e, cercando la latrina, precipita da un’asse schiodata in un vicolo pieno di sporcizia. La donna si tiene vestiti e denari e lo lascia fuori; lui batte invano alla porta e, capito l’inganno, si lamenta: «Oimè lasso! in come piccol tempo ho io perduti cinquecento fiorini ed una sorella!» Minacciato da un uomo della casa, si allontana e incontra due ladri diretti alla cattedrale per spogliare la tomba dell’arcivescovo Filippo Minutolo, sepolto con un rubino che vale più di cinquecento fiorini. Calato in un pozzo per lavarsi, viene tirato su da alcune guardie assetate, che fuggono spaventate; costretto poi a entrare nella tomba, si infila al dito l’anello e finge di non trovarlo, ma i compagni lo chiudono dentro. Si salva quando altri ladri riaprono l’arca: afferra per una gamba il prete che sta per calarsi e li mette tutti in fuga.
Andreuccio è il provinciale sprovveduto che si perde nella grande città, ma nel corso della notte impara. All’inizio crede a tutto ciò che vede e sente; nella tomba, invece, capisce da solo che i compagni vogliono ingannarlo e pensa per prima cosa a prendersi la sua parte. La fortuna lo mette tre volte in pericolo e tre volte lo salva, e la novella si chiude con un bilancio ironico: torna a Perugia avendo investito in un anello il denaro portato per comprare cavalli. Le strade e i quartieri di Napoli, nominati con precisione, fanno da sfondo concreto a un’avventura comica.