Cosa succede
In apertura del romanzo non parla Zeno Cosini, ma il suo psicoanalista, che si firma soltanto con un’iniziale: il dottor S. Il medico si presenta come il dottore di cui il manoscritto parla spesso male e liquida subito la questione: chi conosce la psicoanalisi, dice, sa bene dove collocare l’antipatia che il paziente prova per lui.
Il dottor S. spiega poi da dove vengono le pagine che seguono. È stato lui a chiedere al paziente, ormai anziano, di scrivere la propria autobiografia, sperando che il ricordo del passato preparasse la cura vera e propria. Si scusa con gli studiosi per questa novità, ma difende la sua idea, che gli avrebbe dato risultati insperati. Quei risultati sarebbero stati ancora maggiori se il paziente non avesse abbandonato la cura proprio sul più bello, privando il medico del frutto della sua lunga analisi.
Per questo il dottore dichiara di pubblicare le memorie per vendetta. Aggiunge un’offerta ironica: è pronto a dividere con il paziente i guadagni della pubblicazione, a patto che torni in cura. Chiude osservando che Zeno sembrava molto curioso di se stesso e che resterebbe sorpreso dal commento a tutte le verità e le bugie raccolte nel manoscritto.
Perché è importante
La prefazione costruisce la cornice dell’intero romanzo. Il lettore sa fin dall’inizio di avere in mano un documento privato, scritto per un medico e reso pubblico contro la volontà di chi l’ha scritto. Soprattutto sa che quelle pagine non vanno prese alla lettera: il primo a metterne in dubbio la sincerità è proprio chi le ha richieste. Il dottor S., però, non è un testimone neutrale. Parla di vendetta, di onorari, di un paziente che gli è sfuggito, e così anche la sua voce appare di parte. Tra un narratore che può mentire e un medico offeso, il lettore deve giudicare da solo.
La pagina si collega al Preambolo, in cui Zeno racconta i primi tentativi di ricordare seguendo i consigli del medico, e soprattutto all’ultimo capitolo, Psico-analisi, dove Zeno spiega perché ha lasciato la cura e giudica il dottore con durezza. L’inizio e la fine del libro si rispondono: il medico accusa il paziente di essersi sottratto alla terapia, il paziente accusa il medico di non aver capito nulla.
Passi da ricordare
«Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere.»
Con questa frase il medico si presenta come un personaggio del libro e mette subito in guardia il lettore sul giudizio che Zeno darà di lui.
«Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia.»
La pubblicazione delle memorie nasce da un risentimento personale, che rende sospetto anche il punto di vista del dottore.
«Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!»
L’ultima frase avverte che il racconto di Zeno mescola il vero e il falso e prepara la lettura diffidente che il romanzo richiede.