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Riassunto

Riassunto: La coscienza di Zeno

Cosa succede

Il libro si apre con una breve prefazione del dottor S., uno psicoanalista: il suo paziente Zeno Cosini ha scritto su suo consiglio le proprie memorie, poi ha abbandonato la cura, e il medico le pubblica per vendetta. Nel preambolo Zeno, ormai anziano, racconta i primi tentativi di ricordare. Seguono sei capitoli, ciascuno dedicato a un nodo della sua vita e ordinato più per argomenti che per cronologia.

Nel capitolo Il fumo Zeno ripercorre la sua abitudine alle sigarette, cominciata da ragazzo con i soldi presi di nascosto al padre, e i continui tentativi di smettere. Ogni decisione importante è accompagnata da un’«ultima sigaretta», con date annotate sui libri e sui quadri. Arriva a farsi chiudere in una casa di cura, ma anche quel tentativo, come tutti gli altri, fallisce.

La morte di mio padre racconta il rapporto difficile con il padre, un commerciante che rimprovera al figlio la distrazione e la tendenza a ridere delle cose serie. Durante la malattia che lo porta alla morte, il vecchio, ormai privo di coscienza, alza la mano e colpisce Zeno sulla guancia: il figlio non saprà mai se quello schiaffo fosse una punizione o un gesto involontario, e ne resterà segnato.

La storia del mio matrimonio è il capitolo più comico. Zeno stringe amicizia con il commerciante Giovanni Malfenti, che ammira per la sua energia, e decide di sposare una delle quattro figlie, i cui nomi cominciano tutti per A. Sceglie la seria Ada, che però gli preferisce l’elegante Guido Speier, abile violinista. La sera di una seduta spiritica Zeno chiede la mano ad Ada, che lo respinge, poi ad Alberta, che vuole continuare a studiare, e infine ad Augusta, che accetta.

La moglie e l’amante segue i primi anni del matrimonio. Con sorpresa Zeno si scopre innamorato di Augusta, che gli appare come la salute in persona; poco dopo, attraverso l’amico Copler, conosce Carla, una ragazza povera che studia canto, e ne fa la sua amante. La relazione vive di sensi di colpa, buoni propositi e ricadute, finché Carla lo lascia per sposare il suo maestro.

Storia di un’associazione commerciale racconta la ditta aperta da Guido, nella quale Zeno lavora al suo fianco. Guido è un commerciante sventato e accumula perdite; Ada si ammala del morbo di Basedow e perde la sua bellezza. Per piegare la resistenza della moglie, Guido finge di avvelenarsi con la morfina; qualche tempo dopo ci riprova con il veronal, e questa volta muore. Zeno, per salvare il patrimonio dell’amico, gioca in Borsa e riesce a dimezzare la perdita, ma nella frenesia degli affari segue per errore il funerale di un altro e manca a quello di Guido. Ada, prima di partire con i figli per Buenos Aires, gli rimprovera di non aver mai amato il marito.

L’ultimo capitolo, Psico-analisi, è un diario cominciato nel maggio del 1915. Zeno ha lasciato la cura: rifiuta la diagnosi del dottore, che gli attribuisce il complesso di Edipo, e confessa di avergli raccontato perfino sogni inventati. Allo scoppio della guerra resta separato dalla famiglia, rifugiata a Torino, e comincia a comprare ogni genere di merce, con grande guadagno. In mezzo agli affari si dichiara guarito. Il libro si chiude con una riflessione sulla malattia dell’intera umanità, che forse ritroverà la salute soltanto attraverso una catastrofe provocata dai suoi stessi «ordigni».

Perché è importante

La coscienza di Zeno, pubblicata nel 1923, rinnova profondamente la forma del romanzo. Non c’è un narratore esterno che garantisca la verità dei fatti: tutto ciò che leggiamo è filtrato dalla memoria di Zeno, che ricorda, dimentica, si giustifica e spesso si contraddice. Già la prefazione del dottor S. mette in guardia il lettore sulle «tante verità e bugie» accumulate nelle memorie. La scelta di ordinare il racconto per temi, e non secondo la successione degli anni, mostra un tempo interiore in cui passato e presente si mescolano.

Il romanzo dialoga con la psicoanalisi, allora quasi sconosciuta in Italia, ma non ne accetta le conclusioni: la cura è raccontata con ironia, e la diagnosi finale appare a Zeno una teoria buona per tutto. Soprattutto, Svevo rovescia le categorie di salute e malattia. I personaggi «sani», come Guido o il suocero, falliscono o muoiono; Zeno, l’inetto che non riesce nemmeno a smettere di fumare, sopravvive e prospera, forse proprio perché non si adatta mai del tutto.

Il libro chiude il percorso cominciato con Una vita e Senilità, trasformando l’inetto in un personaggio comico e inquieto insieme. Ambientato nella Trieste austriaca e concluso negli anni della Prima guerra mondiale, si allarga nelle ultime pagine a una visione pessimistica della civiltà moderna, dominata dagli strumenti che l’uomo costruisce fuori di sé.

Passi da ricordare

«Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia.» Nella prefazione il dottor S. spiega perché rende pubbliche le memorie del paziente, e mette subito in dubbio la loro sincerità.

«mi spiegò che la mia vera malattia era il proposito e non la sigaretta» Nel capitolo Il fumo un amico coglie il meccanismo che governa la vita di Zeno, fatta di buoni propositi sempre rinnovati.

«quell’annotazione registra l’avvenimento più importante della mia vita» Nella Morte di mio padre Zeno commenta la nota scritta sul libro il giorno della morte del padre, accanto all’ennesima ultima sigaretta.

«La vita non è nè brutta nè bella, ma è originale!» Nella Storia di un’associazione commerciale Zeno trova una formula che riassume il suo sguardo stupito e ironico sull’esistenza.

«Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.» L’ultima frase di Psico-analisi immagina la fine dell’umanità come l’unica vera guarigione.