Ada è una delle quattro figlie di Giovanni Malfenti, sorella maggiore di Augusta. Zeno la sceglie al primo incontro, più per convinzione che per amore: bruna, alta, con «i suoi occhi serii» e i capelli ricci pettinati con grazia e severità, gli sembra la donna che può condurlo alla salute, perché possiede, un po’ attenuate, la serietà e l’energia che ammira nel padre. Per mesi Zeno la corteggia cercando di farla ridere con storie in gran parte inventate, mentre lei, che cerca un marito con serietà, finisce per trovarlo soltanto bizzarro e gli preferisce l’elegante Guido Speier, ottimo violinista. Quando Zeno le chiede di sposarlo e insulta Guido, lo respinge con sdegno e gli suggerisce di pensare piuttosto ad Augusta.
Sposata con Guido, Ada ha due gemelli, ma il matrimonio si rivela infelice: il marito la tradisce con l’impiegata Carmen, accumula perdite negli affari e comincia a giocare in Borsa. Dopo la gravidanza si ammala del morbo di Basedow, che le toglie la bellezza, e per un periodo si cura in una casa di salute a Bologna. Quando Guido le chiede di coprire con il suo denaro metà delle perdite della ditta, rifiuta per difendere i figli; lui allora tenta di avvelenarsi con la morfina, facendosi vedere con la boccetta in mano, e ottiene il prestito. Più tardi, dopo nuove perdite, Guido le annuncia di aver ingoiato una forte dose di veronal: Ada non gli crede subito, pensando a un’altra messinscena per strapparle denaro, e quando chiama il medico è ormai tardi.
Dopo la morte del marito, Ada rivolge a Zeno un rimprovero che lui non dimenticherà più: lo accusa di non aver mai amato Guido e di non averlo saputo salvare, e insieme accusa sé stessa, che non ha saputo proteggerlo e che è arrivata a odiarne perfino il violino. Prima di partire con i figli per Buenos Aires, dove vive la famiglia del marito, lo saluta così: «Addio, Zeno, fratello mio. Io ricorderò sempre che non seppi amarlo abbastanza.» Ada, che per Zeno era stata l’immagine della salute, finisce malata e piena di rimorsi, e le sue accuse, che il narratore giudica ingiuste, continuano a risuonargli dentro per anni.