Libri di dominio pubblico

La coscienza di Zeno

Guido Speier

Marito di Ada, socio di Zeno

Guido Speier è il giovane che conquista Ada mentre Zeno la corteggia. Zeno lo incontra per strada accanto a lei e lo osserva con invidia: «Era vestito con un’eleganza ricercata», portava un lunghissimo bastone dal manico d’avorio, parlava un toscano perfetto e aveva quella disinvoltura che il protagonista non ha mai posseduto. Di famiglia ricca, ha frequentato la Scuola Superiore di Commercio, introduce in casa Malfenti il tavolino delle sedute spiritiche e suona il violino in modo straordinario, oscurando i tentativi musicali del rivale. Zeno, geloso, lo definisce davanti ad Ada un imbecille e lo paragona a una scimmia che sa suonare, ma poi gli resta accanto per anni come amico e cognato.

Sposata Ada, Guido apre una ditta commerciale e vuole Zeno al suo fianco. Si rivela un commerciante leggero e sfortunato: compra per speculazione una partita di solfato di rame che perde valore, trascura l’ufficio per la caccia e la pesca, fa dell’impiegata Carmen la sua amante e chiude il primo anno con la perdita di metà del capitale. Quando Ada rifiuta di coprire la perdita con il proprio denaro, tenta di avvelenarsi con la morfina, facendosi vedere con la boccetta in mano, e ottiene il prestito. Poi si mette a giocare in Borsa e perde ancora; dopo le discussioni con la moglie e con i parenti sul denaro necessario a salvarlo, annuncia ad Ada di aver ingoiato una grande quantità di veronal. Il medico non arriva in tempo e Guido muore. Zeno sospetta che non volesse davvero morire: qualche tempo prima gli aveva chiesto se fosse più efficace il veronal puro o quello al sodio, e accanto al letto si trovano boccette di veronal puro.

Nell’amicizia di Zeno per Guido si mescolano affetto, rivalità per Ada e un sottile compiacimento per i suoi fallimenti. Dopo la sua morte il protagonista cerca di rimediare recuperando in Borsa metà del denaro perduto, ma segue per errore un altro funerale e manca alla sepoltura dell’amico. Ada, sconvolta, arriva a dire di averne odiato perfino il violino, «l’espressione più completa del suo grande animo». Guido è il contrario apparente di Zeno: brillante, sicuro, fortunato con le donne e dotato di talento; eppure è lui a fallire e a morire, mentre l’inetto sopravvive.

Gli altri personaggi