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Riassunto

Riassunto: Capitolo 20

Cosa succede

Appena libero, Pinocchio lascia la città e riprende la strada verso la casina della Fata, correndo nel fango sotto la pioggia. Lungo il cammino parla da solo: riconosce di meritare le sue disgrazie perché è testardo e fa sempre di testa sua, promette di cambiare vita e di diventare ubbidiente, si chiede se troverà il suo babbo ad aspettarlo e se la Fata gli perdonerà la brutta azione che le ha fatto, e si rimprovera la propria ingratitudine.

All’improvviso si ferma: attraverso la strada è disteso un grosso serpente verde, con gli occhi di fuoco e la coda che fuma come un camino. Pinocchio aspetta tre ore che se ne vada, poi si avvicina e con una vocina gentile gli chiede per due volte di lasciarlo passare. Il serpente resta immobile, come morto; ma quando il burattino alza la gamba per scavalcarlo, si rizza di scatto. Pinocchio, spaventato, cade all’indietro e resta con la testa piantata nel fango e le gambe per aria. Il serpente ride tanto che gli si rompe una vena del petto, e questa volta muore davvero.

Pinocchio riprende a correre per arrivare prima di notte, ma la fame è troppo forte: salta in un campo per cogliere un po’ d’uva moscata e resta con le gambe strette in una tagliola, messa dai contadini per catturare le faine che razziano i pollai.

Perché è importante

Il capitolo mostra in piccolo il meccanismo che regge tutto il libro: Pinocchio si pente con sincerità, fa grandi promesse e poco dopo commette una nuova mancanza che lo mette nei guai. Il monologo iniziale è pieno di buone intenzioni, ma basta la fame a fargli dimenticare le regole.

L’incontro con il serpente unisce paura e comicità: il mostro che sbarra la strada non viene vinto con il coraggio, ma muore dal ridere davanti alla goffaggine del burattino. La tagliola apre invece l’episodio del contadino, che occupa i due capitoli seguenti e mette Pinocchio di fronte alle conseguenze di un piccolo furto.

Passi da ricordare

«voglio far sempre tutte le cose a modo mio, senza dar retta a quelli che mi voglion bene»

Pinocchio descrive con esattezza il proprio difetto principale, la testardaggine che lo allontana da chi lo protegge.

«faccio proponimento di cambiar vita e di diventare un ragazzo ammodo e ubbidiente»

È una delle tante promesse del burattino, sincera nel momento in cui la pronuncia ma fragile davanti alle tentazioni.

«saltò in un campo coll’intenzione di cogliere poche ciocche d’uva moscadella. Non l’avesse mai fatto!»

Il commento del narratore anticipa la punizione e lega il nuovo guaio a una colpa precisa.