Libri di dominio pubblico

Riassunto

Riassunto: Capitolo 11

Cosa succede

Più cresce la confidenza con il padrone di casa, più Adriano Meis prova rimorso di vivere in quella famiglia con un nome falso, e si propone di restare in disparte. La sera guarda il Tevere dalla finestra e osserva Adriana che innaffia i fiori sul terrazzino. Una notte, in giro per Roma, un ubriaco lo esorta a stare allegro; poco dopo, vicino a Tordinona, Adriano difende una donna aggredita da quattro uomini e resta ferito alla fronte, ma si allontana in fretta dalle guardie: non può finire sui giornali, nemmeno come eroe.

Sul terrazzino, dove passa le serate con Adriana e Silvia Caporale, la maestra nota che si stropiccia l’anulare come chi abbia portato un anello e gli chiede se sia vedovo. Adriano è costretto a inventare: l’anello era un ricordo del nonno, fatto tagliare perché stringeva. La Caporale lo incalza di domande e lui risponde di non avere nessuno al mondo; poi comincia a raccontare i suoi viaggi e scopre il piacere di parlare. La maestra si innamora di lui, ma Adriano si accorge di aver parlato solo per Adriana, e tra i due nasce un’intesa silenziosa. Si sente rinato, convinto di essere diventato davvero un altro uomo, e annuncia di volersi far operare l’occhio dal dottor Ambrosini, come gli ha consigliato la Caporale: potrà così togliersi gli occhiali azzurri e farsi crescere i baffi.

Pochi giorni dopo, di notte, nascosto dietro la persiana, sente la Caporale parlare di lui con un uomo che le dà del tu. È Terenzio Papiano, appena tornato da Napoli, che la respinge e le ordina di svegliare Adriana. Quando Papiano afferra la cognata per un braccio, Adriano apre la persiana e Adriana lo chiama in aiuto. Nel corridoio Adriano incrocia il fratello di Papiano, un giovane smilzo dallo sguardo assente. Papiano, diventato di colpo cerimonioso, gli offre ogni servizio e parla del suo lavoro di segretario del marchese Giglio d’Auletta, borbonico e clericale. Salutandolo, Adriana gli stringe forte la mano. Adriano passa la notte a sospettare che Papiano abbia mire su di lei.

Perché è importante

Il capitolo segna il passaggio dalla solitudine alla vita: la libertà di Adriano, che davanti al fiume sa di noia, trova un senso nell’amore per Adriana. Ma ogni passo verso gli altri lo obbliga a mentire, e i limiti della sua condizione si vedono subito, perché non può testimoniare nemmeno a proprio favore. La decisione di operarsi l’occhio esprime il desiderio di cancellare l’ultimo segno di Mattia Pascal. Con Papiano entra in scena l’antagonista, che nel capitolo 12 renderà la situazione sempre più pericolosa.

Passi da ricordare

«già cominciavo a penetrare il senso e a misurare i confini di questa mia libertà.» All’inizio del capitolo la libertà comincia a mostrare i propri limiti.

«Eroe, ecco, eroe non potevo più essere davvero. Se non a patto di morirci... Ma se ero già morto!» Dopo la rissa l’ironia di Adriano mette a nudo l’assurdità della sua posizione.

«Siamo io e l’ombra mia, su la terra.» La risposta alla Caporale anticipa l’immagine dell’ombra che tornerà nel capitolo 15.

«Ho capito, caro, ho capito! E tu, no? davvero?» La luna, alla finestra, sembra dire ad Adriano ciò che lui non vuole ammettere: si è innamorato.