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Riassunto

Riassunto: Capitolo 10

Cosa succede

Adriano Meis sceglie di vivere a Roma, perché la città gli piace e perché lì un forestiero passa inosservato. Trova una camera in via Ripetta, con vista sul Tevere, in casa di Anselmo Paleari, un vecchio che gli apre la porta in mutande e con la testa insaponata. Gli mostra la stanza la figlia Adriana, piccola, bionda, timida, in veste da camera e mezzo lutto: la sorella è morta da sei mesi, e il cognato, Terenzio Papiano, ora a Napoli, abita ancora lì con il fratello. In casa vive anche un’altra inquilina, la maestra di pianoforte Silvia Caporale. Adriano, imbarazzato, si presenta facendo notare che anche lui si chiama Adriano.

Presto scopre che tutto il peso della casa grava su Adriana. Il padre, messo a riposo prima del tempo da un ministero, si è perso negli studi di teosofia e da poco anche nello spiritismo, e crede di aver trovato nella Caporale una medium. Lei è una donna brutta e infelice, che beve e non paga l’affitto; due anni prima aveva affidato a Papiano seimila lire per un affare, e il denaro è sparito. Adriana, invece, è religiosa: quando Adriano spegne distrattamente una sigaretta nell’acquasantiera appesa sopra il letto, il giorno dopo al suo posto trova un portacenere.

L’episodio fa riflettere Adriano: da ragazzo ha smesso di pregare, e Mattia Pascal è morto senza conforti religiosi. I libri di Paleari descrivono i suicidi come anime sospese, e lui si accorge con angoscia che, pur essendo morto per tutti, dovrà ancora morire davvero. Paleari lo accompagna ogni mattina a passeggio parlando soltanto della morte: l’anima non finisce con il corpo, come il suonatore non muore se il pianoforte si rompe, e la vita si capisce solo alla luce della morte. Un giorno gli spiega che Roma è una città morta: l’acquasantiera, caduta di mano ad Adriana, è rimasta sulla sua scrivania come portacenere, e lo stesso destino è toccato a Roma.

Perché è importante

Il capitolo introduce l’ambiente e i personaggi della parte romana del romanzo. Il titolo lega un piccolo episodio domestico a una riflessione sulla storia: la città sacra dei papi è diventata il portacenere della frivolezza moderna. Paleari porta nel racconto il tema della morte e dell’aldilà, che per Adriano ha un senso particolare, perché la sua morte è solo apparente. Adriana, sincera e buona, è l’opposto della finzione in cui Adriano vive: il loro rapporto crescerà nel capitolo 11.

Passi da ricordare

«Mi voleva dunque santo quella minuscola mammina» Adriano commenta con tenerezza e ironia il gesto di Adriana.

«Mi accorsi tutt’a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male!» La finta morte non ha risolto nulla: quella vera resta davanti a lui.

«Ed ecco che bel guadagno ho fatto io […] a non esser morto davvero!» Le passeggiate con Paleari rovesciano in modo comico la libertà conquistata.

«I papi ne avevano fatto — a modo loro, s’intende — un’acquasantiera; noi italiani ne abbiamo fatto, a modo nostro, un portacenere.» Paleari trasforma l’episodio della camera in un giudizio sulla Roma moderna.