Cosa succede
Il dottore chiede a Zeno Cosini di cominciare dalla storia del suo vizio. Zeno ricorda le prime sigarette, fumate da ragazzo intorno al 1870, e gli spiccioli rubati dal panciotto del padre per comprarle; scoperto, finge di contarne i bottoni e il padre ride della sua innocenza. Poi fuma di nascosto i mezzi sigari lasciati in giro per casa, finché un giorno, fingendo di dormire, sente il padre lamentarsi di non trovarne più uno e vede la madre sorridere.
A vent’anni, malato di gola, riceve dal medico il divieto assoluto di fumare, e da allora comincia la sua malattia dell’ultima sigaretta: decide di smettere, fuma ancora, torna a decidere. Segna i propositi con date solenni su libri e pareti, sceglie le cifre più armoniose, passa dagli studi di legge a quelli di chimica e viceversa, e si chiede se non ami il fumo per potergli attribuire la colpa della propria incapacità.
Seguono i tentativi di cura: settanta applicazioni elettriche da un medico che non crede ai danni della nicotina; il consiglio di un amico, secondo cui il vero male è il proposito; una scommessa con l’amministratore Olivi, che Zeno perde subito.
Anni dopo, sposato e padre, si fa rinchiudere nella casa di cura del dottor Muli, sorvegliato dall’infermiera Giovanna. Appena la moglie esce insieme al giovane e bel dottore, Zeno è preso dalla gelosia e fuma l’ultima sigaretta prima dell’ora stabilita. Fa ubriacare Giovanna con il cognac, le racconta che il fumo lo rende pericoloso per le donne e ne ottiene un pacchetto di sigarette; poi fugge da una porta rimasta aperta. A casa la moglie ride di cuore vedendolo, ma lui cerca con lo sguardo il dottore negli angoli. Si addormenta convinto di avere tutto il tempo per curarsi con calma.
Perché è importante
Il primo capitolo delle memorie presenta il carattere di Zeno: la volontà debole, l’ironia verso se stesso, l’abitudine di rimandare. Il fumo diventa il simbolo di una malattia che consiste nel ripetere buoni propositi senza mai mantenerli, perché è proprio il proposito a dare piacere e a far sentire vicina una guarigione sempre spostata più avanti. Zeno stesso sospetta che sia comodo credersi forti di una forza nascosta.
Il capitolo introduce anche temi che torneranno: il rapporto con il padre, la gelosia, il desiderio per le donne, la sfiducia nei medici e il confronto con chi, come l’Olivi, sa fare ciò che lui non sa. Si vede già la struttura del romanzo, ordinato per temi e non per cronologia: la storia del fumo attraversa l’infanzia, la giovinezza e il matrimonio.
Passi da ricordare
«Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand’è l’ultima.»
Zeno spiega il meccanismo che lo lega al vizio: il piacere nasce dal proposito di smettere.
«La malattia, è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione.»
La frase anticipa un’idea centrale del romanzo: la malattia di Zeno è prima di tutto un modo di pensarsi.
«mi spiegò che la mia vera malattia era il proposito e non la sigaretta»
L’amico coglie il punto che Zeno riconosce senza riuscire a trarne vantaggio.
«Assolutamente non v’era fretta.»
L’ultima frase del capitolo riassume con ironia la sua tendenza a rinviare.