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Riassunto

Riassunto: Psico-analisi

Cosa succede

Il capitolo è un diario scritto tra il 1915 e il 1916. L’8 maggio 1915 Zeno Cosini annuncia di aver chiuso con la psicoanalisi: dopo sei mesi di sedute sta peggio di prima. Il dottor S. lo ha dichiarato guarito dopo avergli attribuito la malattia di Edipo, cioè l’amore per la madre e il desiderio di uccidere il padre; Zeno ne ride e sostiene che le sue confessioni, scritte in italiano da chi parla dialetto, erano per forza incomplete. Racconta le immagini d’infanzia che credeva di aver ritrovato e ammette di averle in parte inventate, fino a simulare un sogno per compiacere il medico. Respinge anche le interpretazioni del dottore sul suo odio per il suocero e per Guido. Poco dopo si crede per un giorno malato di diabete e scopre quanto sia dolce una malattia vera, che libera dai propositi.

Il 15 maggio, nella villa di Lucinico, ha smesso di fumare e mette alla prova la propria guarigione corteggiando per gioco la giovane contadina Teresina, che lo respinge ridendo. Il 26 giugno racconta come la guerra lo abbia raggiunto: il 23 maggio, uscito presto senza giacca né cappello per comprare delle rose, viene fermato dai soldati, non può tornare alla villa dove sono la moglie e i figli e raggiunge Trieste in treno, mentre la guerra scoppia. Ora sa che la famiglia è salva a Torino e sorveglia da solo l’ufficio.

Nell’ultima pagina, del 24 marzo 1916, risponde al dottor S., che dalla Svizzera gli chiede nuovi appunti. Dichiara di essere guarito grazie al commercio, perché durante la guerra ha comprato ogni genere di merce guadagnando molto. Conclude però che la vita stessa somiglia a una malattia che non si cura e immagina che gli ordigni inventati dall’uomo porteranno un giorno a un’esplosione capace di liberare la terra da ogni male.

Perché è importante

L’ultimo capitolo cambia forma: non più memorie ordinate per temi, ma un diario che segue il presente. Zeno rovescia la cornice della Prefazione: il paziente giudica il medico, rivendica il diritto di inventare e mette in dubbio la verità di tutto ciò che ha scritto. La sua guarigione resta però ambigua, perché arriva mentre il mondo precipita nella guerra e perché lo stesso Zeno finisce per descrivere la vita intera come una malattia.

La profezia finale allarga la riflessione dall’individuo all’umanità: la malattia non riguarda più solo Zeno, ma una civiltà che affida la propria forza agli strumenti. Il pessimismo che attraversa il romanzo si chiude così in una visione di catastrofe.

Passi da ricordare

«Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo!»

Zeno sostiene che scrivere in una lingua diversa da quella parlata rende ogni confessione incompleta e falsa.

«Ma inventare è una creazione, non già una menzogna.»

La frase difende il valore delle invenzioni della memoria, che il medico aveva preso per ricordi.

«A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale.»

Salute e malattia non si possono più separare: la vita stessa è il male che nessuna cura può togliere.

«la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie»

L’immagine che chiude il romanzo colloca la guarigione soltanto nella distruzione dell’umanità.