Cosa succede
Rimessosi in cammino, Pinocchio si lamenta tra sé: tutti, perfino i grilli, pretendono di dare consigli ai ragazzi. Agli assassini non ha mai creduto, e se li incontrasse li affronterebbe senza paura, o al massimo scapperebbe. Proprio allora sente un fruscio: due figure nere, avvolte in sacchi da carbone, lo inseguono in punta di piedi come fantasmi.
Il burattino nasconde le quattro monete sotto la lingua, ma i due lo afferrano e pretendono i soldi. Pinocchio fa capire a gesti di non avere nulla; quando però gli assassini minacciano di uccidere anche suo padre, grida disperato, e le monete gli suonano in bocca. I due cercano di aprirgliela a forza, e il più piccolo prova a fare leva con un coltello: Pinocchio gli morde la mano e la stacca di netto, ma quando la sputa si accorge che è uno zampetto di gatto.
Approfittando della sorpresa, il burattino si libera e fugge per i campi. Dopo quindici chilometri si arrampica su un pino altissimo; gli assassini non riescono a salire e danno fuoco all’albero, così Pinocchio salta giù e riprende a correre. All’alba supera con un gran salto un fosso pieno d’acqua sporca, in cui gli inseguitori cadono. Pinocchio augura loro ridendo un buon bagno, ma poco dopo si volta e li vede ancora alle sue spalle, grondanti d’acqua.
Perché è importante
Il monologo iniziale mostra l’atteggiamento tipico di Pinocchio: considera i consigli degli adulti una noia e si vanta di un coraggio che svanisce appena il pericolo diventa reale. L’augurio con cui il Grillo lo aveva salutato nel capitolo 13 si rivela subito fondato.
Lo zampetto di gatto lascia intuire al lettore chi si nasconde sotto i sacchi, anche se il testo non lo dice apertamente, e il sospetto crescerà nel capitolo 18, quando Pinocchio noterà che al Gatto manca proprio uno zampetto. Il capitolo mostra anche la forza del legame con Geppetto: è la paura per il padre a fargli rivelare, senza volerlo, dove ha nascosto le monete. Il fuoco, già pericoloso nei capitoli 6 e 10, torna a minacciare il suo corpo di legno, e l’inseguimento lascia la storia in sospeso fino al capitolo successivo.
Passi da ricordare
«Per me gli assassini sono stati inventati apposta dai babbi, per far paura ai ragazzi che vogliono andare fuori la notte»: la sicurezza di Pinocchio viene smentita poche righe dopo.
«O la borsa o la vita!»: la formula dei briganti trasforma all’improvviso le paure dell’infanzia in un pericolo concreto.
«invece di una mano, si accòrse di aver sputato in terra uno zampetto di gatto»: il dettaglio grottesco suggerisce l’identità degli assassini.