Cosa succede
Usciti i medici, la Fata si accorge che Pinocchio ha la febbre alta e gli offre una medicina amara. Il burattino ottiene prima una pallina di zucchero con la promessa di bere subito dopo, poi ne pretende un’altra e intanto trova sempre nuove scuse, come il cuscino che gli pesa sui piedi o la porta rimasta socchiusa. La Fata lo accontenta e lo avverte che la malattia è grave, ma Pinocchio, in lacrime, dichiara che preferisce morire.
In quel momento entrano quattro conigli neri come l’inchiostro, con una piccola bara sulle spalle: sono venuti a prenderlo. Terrorizzato, Pinocchio vuota il bicchiere in un sorso, e i conigli se ne vanno brontolando di aver fatto il viaggio per niente. Pochi minuti dopo il burattino salta giù dal letto guarito, e promette che la prossima volta non si farà pregare.
La Fata gli chiede come sia finito nelle mani degli assassini, e Pinocchio racconta le sue avventure dal regalo di Mangiafoco fino all’impiccagione. Quando lei gli domanda dove siano le quattro monete, risponde di averle perse, ma le ha in tasca, e il naso gli si allunga di due dita. Alla seconda bugia il naso cresce ancora; alla terza, quando sostiene di aver inghiottito le monete con la medicina, diventa così lungo che Pinocchio non riesce più a girarsi senza sbattere contro il letto, i vetri o le pareti. La Fata lo guarda e ride, perché riconosce subito le bugie. Pieno di vergogna, il burattino cerca di scappare, ma il naso non passa più dalla porta.
Perché è importante
In questo capitolo il naso di Pinocchio si allunga per la prima volta a causa delle bugie, dopo essere cresciuto per altri motivi nei capitoli 3 e 5. La Fata tratta i capricci del burattino «con tutta la pazienza di una buona mamma», ma davanti alle bugie non lo sgrida: lo corregge con l’ironia e lascia che sia la vergogna a punirlo.
La scena della medicina unisce comicità e paura: i capricci di Pinocchio sono quelli di un bambino qualunque, mentre i conigli con la bara rendono visibile la morte che il burattino dice di non temere. Il suo racconto riassume i capitoli dal 12 al 15, ma Pinocchio continua a considerare la Volpe e il Gatto due persone per bene, e questo prepara il nuovo incontro con loro nel capitolo 18.
Passi da ricordare
«Piuttosto morire, che bevere quella medicina cattiva»: la sfida di Pinocchio dura soltanto fino all’arrivo dei conigli con la bara.
«Abbiamo più paura delle medicine che del male»: guarito, il burattino riconosce con franchezza un difetto comune a tutti i ragazzi.
«vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo»: la spiegazione della Fata fa del naso di Pinocchio il segno visibile delle sue bugie.