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Riassunto

Riassunto: Capitolo 18

Cosa succede

La Fata lascia piangere Pinocchio per mezz’ora, per dargli una lezione; poi, impietosita, chiama un migliaio di picchi, che gli beccano il naso fino a riportarlo alla misura normale. Gli propone di restare con lei come suo fratellino e gli annuncia che Geppetto, già avvertito, arriverà prima di notte. Felice, il burattino si incammina nel bosco per andargli incontro.

Vicino alla Quercia grande incontra la Volpe e il Gatto, che lo abbracciano e si indignano sentendo che è stato impiccato dagli assassini. Pinocchio nota che al Gatto manca uno zampetto anteriore, e la Volpe racconta che l’amico se l’è staccato con i denti per sfamare un vecchio lupo; il burattino si commuove. Saputo che ha ancora quattro monete, la Volpe gli ripropone il Campo dei miracoli, sostenendo che dal giorno dopo nessuno potrà più seminarvi denaro. Pinocchio esita, ricordando la Fata, Geppetto e il Grillo, ma alla fine parte con loro.

Dopo mezza giornata arrivano nella città di Acchiappacitrulli, dove le strade sono piene di animali ridotti in miseria, cani affamati, pecore tosate, farfalle che hanno venduto le ali, mentre in carrozza passano volpi, gazze ladre e uccelli rapaci. In un campo fuori dalle mura Pinocchio scava una buca, ci mette le monete, la ricopre e la annaffia con una ciabatta piena d’acqua. La Volpe gli dice di tornare dopo una ventina di minuti per trovare l’alberello carico di monete; poi i due rifiutano ogni regalo e se ne vanno augurandogli un buon raccolto.

Perché è importante

Il capitolo ripete, con un peso maggiore, lo schema del capitolo 12: Pinocchio è diretto dal padre con buone intenzioni, ma la stessa tentazione lo fa deviare. Questa volta è appena stato salvato dalla Fata, che gli ha offerto un nuovo legame familiare, e il narratore giudica la sua scelta con durezza.

Il lettore vede ciò che Pinocchio non vede: lo zampetto mancante del Gatto richiama quello staccato all’assassino nel capitolo 14, e le istruzioni della Volpe non coincidono più con quelle del capitolo 12, perché la notte di attesa è diventata una ventina di minuti. La città di Acchiappacitrulli, il cui nome dice già a che cosa serve, è l’immagine satirica di una società in cui gli ingenui vengono spogliati di tutto e i furbi viaggiano in carrozza.

Passi da ricordare

«tu sarai il mio fratellino e io la tua buona sorellina»: la proposta della Fata offre al burattino, che non ha mai conosciuto la madre, una nuova famiglia.

«finì col fare come fanno tutti i ragazzi senza un fil di giudizio e senza cuore»: il narratore condanna apertamente la scelta di Pinocchio, che dimentica chi gli vuole bene.

«A noi ci basta di averti insegnato il modo di arricchire senza durar fatica»: il congedo dei due imbroglioni riassume con ironia l’illusione in cui è caduto Pinocchio.