Cosa succede
Il carro arriva senza fare rumore, perché ha le ruote fasciate di stoppa e di stracci. Lo tirano dodici coppie di ciuchini di vari colori, che invece dei ferri portano ai piedi stivali da uomo. Lo guida un omino più largo che lungo, morbido come il burro, con il viso sorridente e la voce carezzevole: tutti i ragazzi ne sono incantati. Il carro è già pieno di ragazzi tra gli otto e i dodici anni, pigiati come acciughe, ma nessuno si lamenta.
Lucignolo si sistema sulle stanghe. Pinocchio dice di voler tornare a casa e studiare, ma quando Lucignolo e un centinaio di voci lo invitano a partire, sospira tre volte e chiede un posto. L’omino gli offre il suo, ma il burattino preferisce montare su un ciuchino. L’animale lo butta a terra due volte, e ogni volta l’omino, fingendo di baciarlo, gli stacca con un morso metà di un orecchio. Durante il viaggio Pinocchio sente una vocina che lo avverte: chi abbandona la scuola per i giochi finisce male, e verrà il giorno in cui piangerà anche lui. Scopre che il suo ciuchino piange come un ragazzo; l’omino liquida la cosa dicendo che la bestia ha imparato qualche parola in una compagnia di cani ammaestrati.
All’alba arrivano al Paese dei Balocchi, abitato solo da ragazzi dagli otto ai quattordici anni. Nelle strade c’è un chiasso continuo di giochi, recite, travestimenti e teatrini, e sui muri si leggono scritte piene di errori contro la scuola. Pinocchio e Lucignolo si divertono e il tempo vola. Lucignolo si vanta di aver convinto l’amico, e Pinocchio lo ringrazia, pur ricordando che il maestro lo definiva un cattivo compagno. Dopo cinque mesi, una mattina, Pinocchio si sveglia con una brutta sorpresa.
Perché è importante
L’omino è un ingannatore diverso dalla Volpe e dal Gatto: non promette ricchezze ma divertimento, e nasconde la sua crudeltà sotto modi affettuosi, come mostrano i baci che diventano morsi. Il capitolo semina indizi che il lettore capirà più avanti: gli stivali da uomo ai piedi dei ciuchini e il pianto dell’animale, che dice di conoscere per prova la fine dei ragazzi svogliati. Nel capitolo 33 il narratore svelerà il vero mestiere dell’omino.
Il Paese dei Balocchi è descritto come un luogo di rumore e di disordine in cui il tempo passa senza lasciare traccia. La vocina del ciuchino riprende il ruolo degli avvertimenti già ignorati da Pinocchio, come quelli del Grillo-parlante e del Granchio.
Passi da ricordare
«un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro»
Il ritratto dell’omino, fatto di immagini dolci e morbide, contrasta con la sua crudeltà.
«Vieni con noi e staremo allegri!»
Il ritornello gridato da cento voci vince le ultime resistenze di Pinocchio.
«Verrà un giorno che piangerai anche tu, come oggi piango io»
Il ciuchino parlante annuncia a Pinocchio il suo stesso destino.