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Riassunto

Riassunto: Capitolo 5

Cosa succede

Scende la notte e Pinocchio, che non ha mangiato nulla, sente un languorino che in pochi minuti diventa una fame fortissima. Corre al focolare per scoperchiare la pentola che bolle, ma la pentola è dipinta sul muro, e a quella scoperta il naso gli si allunga di almeno quattro dita. Fruga in ogni cassetta e in ogni ripostiglio cercando qualcosa da masticare, anche un po’ di pane secco o una lisca di pesce, ma non trova nulla. Piangendo, riconosce che il Grillo-parlante aveva ragione e che ha sbagliato a ribellarsi al babbo.

A un tratto vede nel mucchio della spazzatura qualcosa di tondo e bianco: è un uovo. Felicissimo, lo bacia e si domanda come cuocerlo, poi sceglie il modo più veloce. Mette sul braciere un tegamino con un po’ d’acqua, al posto dell’olio o del burro, e rompe il guscio; ma dall’uovo esce un pulcino allegro e pieno di complimenti, che lo ringrazia per avergli risparmiato la fatica, lo saluta con un inchino e vola via dalla finestra aperta.

Pinocchio resta a bocca aperta con i gusci in mano, poi piange e batte i piedi, ripetendo che se non fosse scappato di casa e il babbo fosse lì, non morirebbe di fame. Poiché lo stomaco continua a brontolare, decide di andare al paese vicino, sperando che qualcuno gli faccia l’elemosina di un po’ di pane.

Perché è importante

La fame, che domina questi capitoli, è descritta in modo molto concreto: gli avanzi che Pinocchio sarebbe disposto a mangiare, dalla polenta ammuffita al nocciolo di ciliegia, mostrano la povertà della casa di Geppetto, dove perfino la pentola, come si è visto nel capitolo 3, è soltanto un dipinto. Il capitolo segue uno schema che tornerà spesso: la disobbedienza porta a una disgrazia, e la disgrazia fa nascere il pentimento. Pinocchio dà ragione al Grillo, ma lo fa solo quando si ritrova solo e affamato.

La comicità alleggerisce la scena: il pulcino si congeda con i modi di un signore cerimonioso, e la speranza del burattino svanisce proprio quando sembra realizzarsi. L’uscita in cerca di pane apre il capitolo successivo.

Passi da ricordare

«una fame da lupi, una fame da tagliarsi col coltello»: le espressioni proverbiali rendono con forza e con ironia la crescita della fame.

«Ho fatto male a rivoltarmi al mio babbo e a fuggire di casa»: è il primo pentimento di Pinocchio, che arriva soltanto quando la fuga si rivela un disastro.

«Mille grazie, signor Pinocchio, d’avermi risparmiata la fatica di rompere il guscio!»: la cortesia del pulcino rende ancora più beffarda la delusione del burattino.