Cosa succede
Dopo quaranta giorni Adriano Meis riapre le finestre, ma la luce non gli dà gioia. Tutte le scuse che al buio gli sembravano valide perdono valore: ha baciato Adriana, e lei ora spera di diventare sua moglie. Adriano vede finalmente l’inganno della sua libertà. Prima si è scontrata con la scarsità del denaro, poi è diventata solitudine; ora che la vita lo ha ripreso, scopre di non poter amare, perché la moglie, Romilda, è libera, mentre lui è rimasto legato a lei anche da morto e non può in alcun modo dimostrare di esistere. Gli sembra di aver baciato Adriana con le labbra di un morto.
Adriana entra con il conto del dottor Ambrosini, turbata e piena di speranza. Adriano la accarezza, è tentato di confessarle tutto, ma si trattiene e le dice soltanto che ci sono cose per cui lei non può essere felice. Aprendo lo stipetto per pagare, lo trova forzato: mancano dodicimila lire. Adriana capisce subito che il ladro è Papiano, che ha agito durante le sedute servendosi del fratello, e vuole chiamare il padre per denunciarlo. Adriano la trattiene, le impone il silenzio e poi, vedendola disperata, le promette di denunciare il cognato, facendosi però giurare che non parlerà prima che lui abbia consultato un avvocato.
Rimasto solo, Adriano capisce di non poter fare nulla: per la legge non esiste, e chiunque può derubarlo. Ragiona che Papiano, credendo che lui voglia sposare Adriana, si è preso in anticipo la dote che dovrebbe restituire al suocero. Esce di casa come un pazzo e sulla via Flaminia, vicino a Ponte Molle, vede la propria ombra sulla strada: prova a calpestarla, la lascia schiacciare dai carri e dai passanti, e vi riconosce il simbolo della propria vita. Alla fine prova pietà per quell’ombra e, per non lasciarla più esposta, sale su un tram e torna a casa.
Perché è importante
È il capitolo della presa di coscienza: la libertà che sembrava la più grande delle fortune si rivela un’esclusione completa dalla vita. Adriano non può sposarsi, non può difendere i propri beni, non può nemmeno dire la verità alla donna che ama. Il furto rende evidente ciò che la finzione nascondeva: chi è fuori dalla legge è alla mercé di tutti. L’ombra, già evocata nel capitolo 11, diventa l’immagine di un’esistenza senza sostanza, e porta alla crisi del capitolo 16.
Passi da ricordare
«Un altr’uomo, sì, ma a patto di non far nulla! E che uomo dunque? Un’ombra d’uomo!» Adriano misura il limite della sua seconda vita.
«Io ero fuori d’ogni legge. Chi ero io? Nessuno!» Il furto gli rivela che, per la società, lui non esiste.
«io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita.» Il paradosso riassume la condizione del protagonista, sospeso tra due stati.
«Ecco quello che restava di Mattia Pascal, morto alla Stia: la sua ombra per le vie di Roma.» L’ombra calpestata dai passanti diventa il simbolo di un uomo senza identità.