Di cosa parla
Il Giorno segue, con tono ironico e in forma di poemetto satirico, la giornata di un giovane nobile milanese, guidato passo per passo da un precettore che finge di istruirlo nelle raffinate occupazioni della vita mondana. Attraverso la scansione delle parti della giornata — il mattino, il mezzogiorno, il vespro e la notte — l’autore descrive con dovizia di particolari i rituali dell’aristocrazia: la toeletta, le visite, il pranzo, il gioco, la conversazione salottiera, mettendo in luce, sotto l’apparente ammirazione del precettore, la vacuità e l’inutilità sociale di quella classe. Il contrasto tra la solennità del linguaggio epico, modellato sui classici, e la futilità degli argomenti trattati produce un effetto satirico che denuncia l’ozio della nobiltà in un’epoca segnata dalle idee illuministiche sull’utilità sociale.
Parini pubblicò la prima parte, il Mattino, nel 1763, e proseguì poi con il Mezzogiorno, lavorando fino alla morte, nel 1799, alle parti del Vespro e della Notte, rimaste incompiute e diffuse solo dopo la sua scomparsa. Il Giorno è considerato uno dei testi più significativi della poesia satirica italiana del secondo Settecento e un’opera chiave dell’Illuminismo lombardo, per la capacità di unire l’eleganza formale del classicismo alla critica dei costumi aristocratici. La sua lingua elevata, gli endecasillabi sciolti privi di rima e la costruzione ironica del punto di vista hanno influenzato la poesia italiana successiva.