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Riassunto

Riassunto: Capitolo 23

Cosa succede

Liberato dal collare, Pinocchio corre fino alla strada maestra. Dall’alto riconosce il bosco dove ha incontrato la Volpe e il Gatto e la Quercia grande a cui è stato impiccato, ma non vede più la casina della bella Bambina dai capelli turchini. Arrivato sul prato, trova al suo posto una piccola lapide di marmo: vi è scritto che la Bambina è morta di dolore perché abbandonata dal suo fratellino Pinocchio. Il burattino si getta a terra, bacia la pietra e piange tutta la notte, supplicando la Fata di tornare in vita e disperandosi perché è rimasto solo al mondo.

Passa un grosso Colombo che gli chiede se conosce un burattino di nome Pinocchio. Il Colombo racconta di aver lasciato Geppetto tre giorni prima sulla spiaggia: da più di quattro mesi il vecchio gira il mondo in cerca del figlio e ora si sta costruendo una barchetta per attraversare l’Oceano. Pinocchio sale in groppa al Colombo e i due volano tutto il giorno. La sera si fermano in una colombaia deserta, dove il burattino, affamato, divora le vecce che prima non poteva sopportare.

La mattina dopo arrivano sulla spiaggia, piena di gente che guarda il mare in tempesta. Una vecchina spiega che un povero babbo è partito in barca per cercare il figlio. Pinocchio riconosce Geppetto e gli fa segnali da uno scoglio; il vecchio lo saluta, ma le onde gli impediscono di tornare. Un’ondata terribile fa sparire la barca. I pescatori si avviano verso casa, quando vedono un ragazzo gettarsi in mare dallo scoglio gridando che vuole salvare il suo babbo. Pinocchio, che è di legno, galleggia e nuota, finché lo perdono di vista.

Perché è importante

È un capitolo di svolta. Il dolore per la morte della Fata, che Pinocchio sente come una colpa sua, gli fa provare in modo nuovo il male fatto a chi gli voleva bene; e il salto in mare mostra che ora è pronto a rischiare la vita per il padre. Da qui comincia il lungo percorso sul mare che porterà, nei capitoli 34 e 35, all’incontro con Geppetto nel ventre del Pesce-cane.

Il capitolo alterna toni diversi: il pianto sulla lapide, la comicità del volo e delle vecce, la tensione della tempesta. Le frasi quasi uguali dei pescatori, prima per Geppetto e poi per Pinocchio, uniscono il destino del padre a quello del figlio.

Passi da ricordare

«perchè, invece di te, non sono morto io, che sono tanto cattivo, mentre tu eri tanto buona?»

Nel lamento sulla tomba Pinocchio giudica se stesso con una severità nuova.

«quando la fame dice davvero e non c’è altro da mangiare, anche le vecce diventano squisite!»

Il Colombo trasforma un episodio comico in una piccola lezione sui capricci e sul bisogno.

«Voglio salvare il mio babbo!»

Il grido che accompagna il tuffo segna il momento in cui la ricerca del padre diventa lo scopo del burattino.