Cosa succede
Qualche tempo dopo compare Alfio Mosca rivela a Mena che la vogliono maritare con Brasi Cipolla: lo ha sentito dire dalla Vespa, in casa dello zio Crocifisso. Mena nega, arrossisce e rientra nell’orto. La Vespa, intanto, insiste perché lo zio Crocifisso la sposi; lui le propone di cederle il credito dei Malavoglia in cambio della chiusa, così da potersi prendere la casa del nespolo, ma lei rifiuta. Geloso di Alfio, che sospetta voglia la chiusa della nipote, lo zio Crocifisso chiede allo zio Santoro di sorvegliarli e continua a passare davanti alla casa dei Malavoglia per ricordare il debito.
Alfio in realtà pensa a Mena. Quando la incontra le parla del suo asino, del vino che trasporta per la Santuzza, del mulo che vorrebbe comprare. Mena gli confida che dei Cipolla per ora non si parla, perché prima bisogna pagare il debito dei lupini, e che con il ritorno di ’Ntoni tutti si aiuteranno. L’arrivo della Zuppidda interrompe il colloquio.
Arriva la notizia che la Provvidenza è stata ritrovata oltre il Capo dei Mulini. La barca viene rimorchiata a riva sfasciata, e la gente le dà calci nella pancia per sentire com’è rotta, mentre padron ’Ntoni soffre in silenzio. Dei lupini non resta nulla. Mastro Turi Zuppiddu assicura che, riparata, servirà ancora per la pesca nella buona stagione; lo zio Crocifisso dice di esserne contento. Luca si offre di fare il soldato al posto del fratello, e il nonno lo loda come un vero Malavoglia. ’Ntoni, ottenuto il congedo dopo la morte del padre, torna con il berretto sull’orecchio e la camicia con le stelle, e il cortile si riempie di gente; davanti alla casa la Locca aspetta ancora il suo Menico.
Perché è importante
Il capitolo sviluppa i fili sentimentali della storia, sempre legati alla roba. L’affetto silenzioso tra Mena e Alfio è frenato dalla povertà e dal debito; il corteggiamento tra la Vespa e lo zio Crocifisso ne è la parodia, perché lì la passione coincide con il desiderio della chiusa e della casa. Il ritorno della Provvidenza e quello di ’Ntoni riaccendono la speranza di rialzarsi, ma la barca è ormai fragile e il paese la considera buona da bruciare.
La Locca, che continua ad aspettare il figlio annegato, ricorda che il lutto non è finito. Nel capitolo VI ’Ntoni torna al lavoro e la famiglia cerca in ogni modo di mettere insieme le quaranta onze.
Passi da ricordare
«Ah! se il mio asino fosse vostro, comare Mena!»: con una frase goffa e affettuosa Alfio lascia intendere ciò che non ha il coraggio di dire.
«Il mare è amaro, […] ed il marinaro muore in mare»: Mena ripete il proverbio pensando al padre, mentre riflette che sarebbe stato meglio fare i carrettieri come Alfio.
«Siamo cristiani, e bisogna godere del bene altrui»: le parole dello zio Crocifisso davanti alla barca ritrovata suonano ipocrite, perché è lui ad aspettare il pagamento.
«Questo è proprio un Malavoglia nato sputato!»: il nonno riconosce in Luca, pronto al sacrificio, i valori della famiglia.