Cosa succede
Luca fa il suo dovere da soldato e manda a casa qualche soldo. Padron ’Ntoni calcola che con la salatura delle acciughe potrà pagare Piedipapera e lasciare libera la casa per la dote di Mena, e ne parla con padron Fortunato Cipolla. Mena, che capisce, ha il cuore pesante. Una sera, sull’uscio, chiede ad Alfio se davvero partirà per la Bicocca, e lui intuisce che la sposeranno dopo Pasqua.
Intanto in paese si intrecciano pettegolezzi e intrighi. La Vespa accusa Mena di civettare con Alfio; Piedipapera racconta di aver sorpreso ’Ntoni e Barbara a progettare una fuga; don Silvestro, che vuole Barbara per sé, e il barbiere Vanni Pizzuto aizzano l’uno contro l’altro ’Ntoni e don Michele, il brigadiere, che corteggia anche lui la ragazza. Una notte si sentono fucilate verso il Rotolo, dove le guardie inseguono i contrabbandieri, e il mattino dopo Piedipapera, inquieto per Rocco Spatu e Cinghialenta, cerca di ingraziarsi don Michele. Allo zio Crocifisso fa credere che Alfio finirà per prendersi la Vespa e la chiusa; il vecchio decide di aspettare Pasqua, ma vuole essere pagato fino all’ultimo centesimo.
Con la primavera la casa del nespolo ha un’aria di festa. Una sera padron Fortunato porta in visita il figlio Brasi, come per caso: Mena, vestita a nuovo, non alza gli occhi dal grembiule, e padron ’Ntoni si sente ormai in porto. Poco dopo la Nunziata annuncia che Alfio parte. Mena va con lei a salutarlo mentre carica il carro, e lui le confessa che l’avrebbe sposata, se avesse potuto fare ciò che voleva; lei risponde che anche lei ha una spina nel cuore, e va a piangere sotto il nespolo, al chiaro di luna.
Perché è importante
È il capitolo della rinuncia di Mena. Il matrimonio con Brasi è un accordo tra famiglie, fondato sulla dote e sulla parola data; i sentimenti della ragazza non contano, e lei stessa li tiene nascosti per obbedienza. Il congedo tra Mena e Alfio, fatto di frasi semplici e di silenzi, è uno dei momenti più intensi del romanzo.
Accanto a questa storia si preparano gli intrighi del paese, dal contrabbando alle manovre di don Silvestro e di Piedipapera, che nei capitoli XIII e XIV trascineranno ’Ntoni verso la rovina. La festa della primavera e della Pasqua vicina rende ancora più amara la tristezza della ragazza.
Passi da ricordare
«L’uomo per la parola, e il bue per le corna»: padron Fortunato presenta il matrimonio come un impegno d’onore, ma lo lega alla dote.
«Si fa quel che si può, comare Mena»: Alfio riassume con rassegnazione la condizione di chi non può scegliere la propria vita.
«mi parrà d’avere chiuso anche il cuore, e d’averci chiusa sopra quella finestra, pesante come una porta di palmento»: Mena esprime il suo dolore con un’immagine presa dalla vita quotidiana del paese.