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Riassunto

Riassunto: Capitolo IX

Cosa succede

A Pasqua padron ’Ntoni porta cento lire allo zio Crocifisso, che lo rimanda a Piedipapera; questi, dopo molte suppliche, concede di aspettare fino a San Giovanni. Il matrimonio di Mena sembra vicino: Barbara le manda un vaso di basilico, e i Malavoglia invitano comare Grazia Piedipapera a spartire i capelli della sposa, offendendo la Zuppidda. Mentre nella casa del nespolo si fa festa, in piazza due marinai congedati raccontano di una grande battaglia navale in cui è affondato il Re d’Italia, e don Silvestro ricorda che su quella nave c’era il figlio della Longa.

Nei giorni seguenti la Longa aspetta invano una lettera. Con padron ’Ntoni va a Catania dal capitano del porto, dove un impiegato, scorrendo la lista dei morti, dice che Luca è caduto a Lissa più di quaranta giorni prima. La Longa sviene, si ammala e da allora prega sempre davanti all’Addolorata. La Zuppidda comincia a dire che la famiglia resterà tutta sulle spalle di ’Ntoni.

A San Giovanni i Malavoglia non hanno tutto il denaro e Piedipapera manda le carte bollate; l’avvocato Scipioni rimprovera al vecchio di aver fatto rinunciare la nuora alla dote. Su consiglio di don Silvestro cedono la casa, che Piedipapera rivende allo zio Crocifisso, e di notte si trasferiscono in una casupola in affitto nella strada del Nero. Il nonno, andando via, posa di nascosto la mano sulla porta. Il paese volta loro le spalle: padron Cipolla rompe il fidanzamento, e Mena, che si rimette la spadina d’argento nelle trecce, confida alla madre di non aver mai voluto bene a Brasi. La Zuppidda chiede a ’Ntoni di pensare a sé e non ai suoi, e quando lui rifiuta Barbara lo lascia. ’Ntoni torna al lavoro sempre più svogliato, e la domenica invidia chi non fa nulla.

Perché è importante

È il capitolo centrale del romanzo. La Storia irrompe nella vita della famiglia con la battaglia di Lissa, del 1866, che il paese commenta con indifferenza o con frasi fatte, mentre per la Longa significa la perdita di un figlio. Subito dopo arriva la perdita della casa del nespolo, che per i Malavoglia non è soltanto un bene ma il segno della loro identità.

Con la casa se ne vanno anche il rispetto del paese e i progetti di matrimonio: Mena rinuncia a Brasi, ’Ntoni perde Barbara. Da qui nasce la crisi del giovane, che nei capitoli X e XI sentirà sempre di più il desiderio di andarsene.

Passi da ricordare

«Io, voi, tutti insomma, l’Italia»: la risposta dello speziale a chi chiede chi abbia perso la battaglia mostra la distanza tra la politica nazionale e il villaggio.

«Io non ho perso nulla!»: lo zio Crocifisso pensa soltanto ai propri interessi, mentre guarda la casa del nespolo in festa.

«Andiamo via, ragazzi. Tanto, oggi o domani!»: padron ’Ntoni cerca di farsi coraggio, ma non riesce a staccarsi dalla casa in cui è sempre vissuto.

«I pesci del mare son destinati a chi se l’ha da mangiare»: con un proverbio Barbara chiude il fidanzamento, ora che i Malavoglia non hanno più nulla.