Cosa succede
Sul treno notturno per Pisa il protagonista respira di sollievo: torna a essere Mattia Pascal, non dovrà più mentire né temere di essere scoperto. Subito però ripensa al viaggio da Alenga a Torino, quando si era creduto felice allo stesso modo, e si dà del folle. Il pensiero corre ad Adriana, che forse lo aspetta piangendo: meglio, pensa, che ora lo creda morto. Si chiede che cosa diranno a Roma di quel suicidio senza motivo apparente, e che fine faranno il suo denaro, i suoi abiti e i suoi libri.
Per non collegare la scomparsa di Adriano Meis e il ritorno di Mattia Pascal, decide di fermarsi qualche giorno a Pisa e poi di andare a Oneglia dal fratello. Gli restano più di cinquantaduemila lire, abbastanza per vivere discretamente a Miragno. A Pisa compra un cappello come quelli che portava un tempo e si fa tagliare i capelli corti: con la barba ricresciuta e l’occhio ormai dritto, somiglia a Roberto. In albergo dorme fino a sera, poi lo prende l’angoscia: per qualche giorno sarà morto due volte, a Miragno e a Roma, e passeggia per la città come se portasse a spasso due fantasmi che si respingono a vicenda. I giornali di Roma trattano la notizia come un normale fatto di cronaca e attribuiscono il gesto a debiti o a una passione segreta, forse per Pepita; il nome di Adriana non compare.
A Oneglia trova Roberto nella villa della moglie, durante la vendemmia. Berto quasi sviene, poi lo abbraccia piangendo. Mattia gli racconta soltanto di aver fatto il morto e di essersi accorto che non è un bel mestiere. Ma Berto gli dà una notizia inattesa: Romilda si è risposata da più di un anno con Pomino. Mattia scoppia a ridere, finché il fratello e il cognato avvocato gli spiegano che, al ritorno del primo marito, il secondo matrimonio si annulla e lui dovrà riprendersi la moglie. L’avvocato aggiunge che la colpa è di Mattia, che non ha corretto l’errore in tempo, e che al suo posto non si sarebbe fatto più vivo. Mattia insiste: vuole le carte in regola e la sua vendetta. La sera stessa parte per Miragno.
Perché è importante
Il titolo, preso dalle letture di Paleari, indica ironicamente il ritorno di Mattia nella propria vita. Il viaggio verso Pisa rovescia quello del capitolo 8: allora la liberazione era la fuga dall’identità, ora è il desiderio di riaverla. Pirandello insiste sul tema del doppio, con i due morti che il protagonista porta a spasso, e sulla legge, che prima lo escludeva e ora gli impone di riprendersi la moglie. La notizia delle nozze di Romilda con Pomino prepara lo scontro del capitolo 18.
Passi da ricordare
«Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici?» Mattia riconosce che nessuno può vivere senza legami con il proprio passato.
«O bianco campanile, tu potevi pendere da una parte; io, tra quei due, né di qua né di là.» Davanti alla torre di Pisa il protagonista si sente sospeso tra le sue due identità.
«fare il morto non è una bella professione» Con questa battuta Mattia riassume per il fratello i suoi due anni di vita falsa.
«voglio le mie carte in regola, voglio risentirmi vivo, ben vivo, e anche a costo di riprendermi la moglie.» Il ritorno nasce dal bisogno di un’identità riconosciuta.