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Riassunto

Riassunto: Capitolo 36

Cosa succede

Pinocchio nuota verso la riva con Geppetto sulle spalle, ma le forze gli mancano. Li salva il Tonno, fuggito dal Pesce-cane seguendo il suo esempio, che li porta a terra sulla groppa; Pinocchio lo ringrazia con un bacio, e il Tonno si immerge commosso.

Lungo la strada padre e figlio incontrano la Volpe e il Gatto ridotti a mendicare: il Gatto, a forza di fingersi cieco, lo è diventato davvero, e la Volpe ha venduto perfino la coda. Pinocchio rifiuta di fare loro l’elemosina e li congeda con alcuni proverbi sul denaro rubato. Poco dopo trovano una capanna in cui abita il Grillo-parlante, che ricorda a Pinocchio il martello tirato contro di lui ma accoglie entrambi. La capanna, racconta, gli è stata regalata da una capra turchina partita piena di tristezza, convinta che Pinocchio fosse stato divorato: il burattino capisce che era la Fata.

Per avere un bicchiere di latte per il padre malato, Pinocchio gira il bindolo dell’ortolano Giangio, un lavoro che prima faceva un ciuchino ormai moribondo. Nella stalla il burattino lo riconosce: l’asino fa appena in tempo a dire di essere Lucignolo, e muore. Per più di cinque mesi Pinocchio si alza prima dell’alba per lavorare, intreccia canestri da vendere, costruisce un carrettino per portare a spasso Geppetto e la sera impara a leggere e a scrivere, finché mette da parte quaranta soldi per un vestito nuovo.

Un giorno la Lumaca, cameriera della Fata, gli dice che la Fata è malata all’ospedale e non ha di che mangiare. Pinocchio le dà tutti i suoi risparmi e promette di lavorare cinque ore in più per mantenere anche lei. Quella notte sogna la Fata che lo perdona per il suo buon cuore. Al risveglio è diventato un ragazzo vero: la capanna è ora una camera arredata, ci sono vestiti nuovi e un portamonete con quaranta zecchini d’oro, e Geppetto è di nuovo sano e al lavoro come intagliatore. Il vecchio burattino di legno è appoggiato a una sedia, e Pinocchio, guardandolo, si rallegra di non esserlo più.

Perché è importante

La trasformazione finale non arriva con i successi scolastici del capitolo 29, ma con il lavoro e con la cura dei genitori: il figlio mantiene il padre e rinuncia ai propri risparmi per la madre. Il sogno lo dice chiaramente, perché la Fata premia il buon cuore anche in chi non è stato un modello di ubbidienza.

Molti fili del racconto si chiudono: la Volpe e il Gatto, conosciuti nel capitolo 12, pagano i loro inganni; il Grillo-parlante del capitolo 4 torna come ospite e maestro; la morte di Lucignolo mostra la fine a cui Pinocchio è sfuggito. Il corpo di legno rimasto sulla sedia rende visibile la distanza tra ciò che il protagonista era e ciò che è diventato.

Passi da ricordare

«I quattrini rubati non fanno mai frutto.»

Il proverbio rivolto alla Volpe e al Gatto riprende la lezione sul denaro onesto che il Pappagallo aveva dato nel capitolo 19.

«In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi.»

Nel sogno la Fata indica nella bontà verso i genitori la ragione del premio.

«Com’ero buffo, quand’ero un burattino!»

L’ultima battuta del romanzo mette a confronto, con un sorriso, il burattino di prima e il ragazzo di adesso.