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Riassunto

Riassunto: Capitolo XXI

Cosa succede

Alla Malanotte la vecchia fa passare Lucia dalla carrozza alla bussola e la porta al castello. Il Nibbio riferisce al padrone che tutto è andato bene, ma confessa di aver provato compassione per la ragazza. L’Innominato gli ordina di correre da don Rodrigo, poi si interrompe e rimanda tutto al mattino. Rimasto solo, si domanda se Lucia abbia dalla sua un demonio o un angelo, e decide di vederla.

Nella camera della vecchia la trova rannicchiata in un angolo. Lucia si getta in ginocchio e gli chiede di ucciderla, poi lo supplica di lasciarla tornare da sua madre. Quando lei nomina Dio, l’Innominato reagisce con fastidio, ma le sue parole lo turbano; le parla con una dolcezza che stupisce la vecchia, le promette di rivederla la mattina dopo e se ne va in fretta.

Lucia rifiuta il cibo e il letto e resta nel suo cantuccio mentre la vecchia dorme. Nella notte, disperata, riprende il rosario e fa un voto alla Madonna: se tornerà salva da sua madre, resterà vergine e rinuncerà per sempre a Renzo. Si mette la corona al collo, si calma e verso l’alba si addormenta.

L’Innominato invece non riesce a dormire. Ripercorre la sua vita di delitto in delitto e prova un orrore che arriva alla disperazione; afferra una pistola per uccidersi, ma lo trattengono prima il pensiero del suo cadavere esposto agli sguardi dei nemici, poi il dubbio che esista davvero un’altra vita. Gli tornano allora in mente le parole di Lucia sul perdono di Dio, che gli danno una lontana speranza. All’alba sente campane lontane suonare a festa e vede la gente della valle, con l’abito delle feste, avviarsi tutta nella stessa direzione; manda un bravo a informarsi.

Perché è importante

È il capitolo della notte, costruito su due vicende parallele. Lucia passa dal terrore alla preghiera e trova pace con il voto; l’Innominato, che ha ogni potere, non trova riposo e arriva sull’orlo del suicidio. Le parole della prigioniera, pronunciate come una supplica, gli ritornano in mente «con un suono pieno d’autorità»: la vittima diventa, senza saperlo, lo strumento della sua salvezza. Anche la compassione del Nibbio, un bravo abituato a tutto, mostra quanto la presenza di Lucia turbi il mondo del castello.

Il voto avrà un peso decisivo nel resto del romanzo, perché si mette tra Lucia e Renzo finché, nel capitolo XXXVI, fra Cristoforo non lo scioglie. Le campane dell’alba annunciano invece l’arrivo del cardinal Federigo, che il capitolo seguente presenta al lettore.

Passi da ricordare

«son qui: m’ammazzi» Lucia si offre alla morte con una rassegnazione che disarma l’Innominato più di qualunque resistenza.

«Dio perdona tante cose, per un’opera di misericordia!» È la frase di Lucia che, ripensata nella notte, apre all’Innominato una speranza di perdono.

«fo voto a voi di rimaner vergine; rinunzio per sempre a quel mio poveretto» Con il voto Lucia offre alla Madonna ciò che ha di più caro in cambio della liberazione.

«Eran tutte sue, eran lui» L’Innominato scopre con orrore di coincidere con i delitti che ha commesso.