Cosa succede
La stessa sera in paese non si parla d’altro che del negozio dei lupini. Sugli scalini della chiesa padron ’Ntoni siede con padron Fortunato Cipolla, Piedipapera e il figlio della Locca. Piedipapera sparla di tutti: dello zio Crocifisso, che vorrebbe prendersi la chiusa della nipote, la Vespa, lasciandole credere di sposarla, e della Santuzza, l’ostessa, che se la intende con massaro Filippo. Tra un proverbio e l’altro padron Cipolla e padron ’Ntoni alludono al progetto di dare Mena in moglie a Brasi, il figlio di Cipolla, se l’affare andrà bene e la ragazza avrà la dote.
Anche le donne chiacchierano sulle porte: la Longa, la cugina Anna, comare Grazia Piedipapera e la Zuppidda, che sa tutto di tutti. Torna dalla sciara, carica di ginestre, la Nunziata, una ragazzina che il padre ha abbandonato per andare ad Alessandria d’Egitto e che tira su da sola i fratellini. Sul ballatoio lei e Mena parlano di compare Alfio Mosca, il vicino povero che vive solo con il suo asino; la Nunziata dice che da grande lo sposerebbe, e Mena cambia discorso.
Davanti alla spezieria don Franco, repubblicano, litiga con don Giammaria, mentre don Silvestro ride come una gallina e lo zio Crocifisso ripete che bisogna badare ai fatti propri. Più tardi Mena, rimasta sul ballatoio ad aspettare il nonno, scambia qualche parola con Alfio affacciato alla finestra: lui confida che vederli a tavola lo fa sentire meno solo e che, se vincesse al lotto, penserebbe a prender moglie. Mena lo saluta e resta a guardare le stelle, pensando a quanto è grande il mondo. Il nonno scruta il cielo troppo lucente e mormora «Mare amaro!», mentre Rocco Spatu canta davanti all’osteria.
Perché è importante
Il capitolo è quasi tutto affidato al coro del paese: voci che si incrociano, si contraddicono e rivelano gli interessi di ciascuno, dalla chiusa della Vespa alla dote di Mena. Molti fili della storia vengono annodati qui: il possibile matrimonio con Brasi Cipolla, l’affetto silenzioso tra Mena e Alfio, le mire dello zio Crocifisso, la presenza di don Silvestro, della Santuzza e di Rocco Spatu.
La calma della serata contrasta con il pensiero fisso di padron ’Ntoni per la Provvidenza in mare. Il lettore avverte un pericolo che i personaggi quasi ignorano, e il capitolo III, con la tempesta, darà ragione all’inquietudine del vecchio.
Passi da ricordare
«’Ntroi ’ntroi, ciascuno coi pari suoi»: il proverbio di padron ’Ntoni esprime la mentalità di un paese in cui ognuno deve sposarsi e vivere dentro la propria condizione.
«perchè quando vi vedo tutti a tavola, col lume, mi pare di non esser tanto solo»: le parole di Alfio rivelano la sua solitudine e il valore che per lui ha la casa dei Malavoglia.
«e andava pel mondo il quale è tanto grande che se uno potesse camminare e camminare sempre, giorno e notte, non arriverebbe mai»: nei pensieri di Mena compare l’idea di un mondo sconfinato fuori da Trezza, che tornerà in tutto il romanzo.