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Riassunto

Riassunto: Capitolo XV

Cosa succede

In paese si dice che Lia sia andata a vivere con don Michele. Padron ’Ntoni, ormai smarrito, gira ripetendo proverbi e aspetta la morte; Mena lo accompagna per mano, Alessi lavora lontano e porta a casa i guadagni della settimana, la Nunziata aiuta come può. Il vecchio dice che la casa del nespolo non serve più, e chiede di nascosto alla Nunziata se è vero ciò che si racconta di Lia.

Alfio Mosca torna in paese con un mulo, malato di febbri, e trova ogni cosa cambiata; Alessi gli dice che sposerà la Nunziata. Lo zio Crocifisso, tormentato dalla Vespa, chiede ad Alfio di convincere i Malavoglia a ricomprare la casa, ma il vecchio rifiuta, perché ormai Mena non può più maritarsi. Costretto a letto e convinto di pesare sulla famiglia, padron ’Ntoni si fa portare all’ospedale sul carro di Alfio in un giorno in cui Alessi e Mena non ci sono; lungo la strada Alfio confida alla Nunziata di aver visto Lia in città e le chiede di non dirlo a nessuno.

Intanto padron Cipolla sposa Barbara Zuppidda. Alfio chiede a Mena di sposarlo, ma lei rifiuta: prima dice di essere troppo vecchia, poi confessa che nessuno potrebbe prendere una Malavoglia dopo ciò che è successo alla sorella. Alessi sposa la Nunziata e riscatta la casa del nespolo, dove Mena, nella soffitta, fa da madre ai nipoti; padron ’Ntoni, però, muore all’ospedale prima che possano riportarlo a casa.

Una sera torna ’Ntoni, così cambiato che il fratello non lo riconosce. Mangia in silenzio, chiede del nonno e di Lia, guarda la casa, ma non vuole restare: ora che sa ogni cosa deve andarsene. Si siede sul muretto della vigna di massaro Filippo ad ascoltare il mare fino all’alba, e quando vede Rocco Spatu cominciare la sua giornata riprende la sporta e parte.

Perché è importante

Il finale è circolare e amaro. La casa del nespolo torna alla famiglia, come voleva il nonno, e Alessi e la Nunziata ne continuano i valori; ma padron ’Ntoni muore lontano dai suoi, Luca e la Longa sono morti, Lia è perduta e Mena rinuncia per sempre all’amore. La ricostruzione avviene a prezzo di una famiglia dispersa.

’Ntoni rappresenta chi si è staccato dal proprio mondo e non può più tornarvi: ciò che ha vissuto lo esclude dalla casa, e lui stesso lo riconosce. Il mare, che «non ha paese», e l’ironia dell’ultima frase, in cui il primo a cominciare la giornata è il più fannullone del villaggio, chiudono il romanzo sull’immagine di una vita che continua indifferente.

Passi da ricordare

«lo sfortunato ha i giorni lunghi»: padron ’Ntoni vive la propria sopravvivenza come una condanna, ora che la famiglia è distrutta.

«Quando uno lascia il suo paese è meglio che non ci torni più»: le parole di Alfio anticipano la sorte di ’Ntoni, che tornando trova tutto cambiato.

«ma ora che so ogni cosa devo andarmene»: ’Ntoni riconosce che l’esperienza lo ha separato per sempre dal suo mondo.

«Ma il primo di tutti a cominciar la sua giornata è stato Rocco Spatu»: l’ultima frase del romanzo lascia al lettore un’ironia amara.