Cosa succede
Durante il viaggio di nozze Zeno Cosini scopre con sorpresa di amare Augusta. Ammira la sua salute, cioè la sicurezza con cui vive nel presente, rispetta orari e abitudini e crede in una vita che non finisce; lui invece è ossessionato dalla vecchiaia e dalla morte. Tornato a Trieste, prova a lavorare nella propria ditta, ma litiga con l’Olivi per un affare di uva sultanina e Giovanni Malfenti dà ragione all’amministratore. Zeno si ritira nel suo studio, annoiato.
Un vecchio compagno di studi, Enrico Copler, malato di reni, gli chiede denaro per comprare un pianoforte a Carla Gerco, una ragazza povera che vive con la madre e studia canto. Zeno la conosce, la desidera e, dopo molte esitazioni, torna da lei con un trattato di canto come pretesto. Le lascia credere di non amare la moglie e Carla diventa la sua amante. Da allora Zeno corre da lei, se ne pente, torna ad Augusta con rinnovato affetto e cerca di calmare la coscienza pagando. Copler muore, e alla cena che precede le nozze di Ada e Guido Zeno, ubriaco, annuncia la notizia e poi la smentisce.
Col tempo la relazione si addolcisce: Carla scopre un vero talento per le canzoni popolari e Zeno le trova un maestro, Vittorio Lali, mentre nasce la figlia Antonia. Il maestro si innamora di Carla e le chiede di sposarlo. Quando Carla vuole vedere la moglie di Zeno, lui le indica Ada invece di Augusta; commossa da quella donna bella e triste, Carla decide di non tradirla più e di sposare Lali. Zeno cerca di riconquistarla, la offende e se ne va sentendo il maestro suonare sul pianoforte che lui stesso ha pagato. Disperato, cerca una prostituta, ne esce pieno di vergogna e piange la ragazza perduta.
Perché è importante
Il capitolo mostra il meccanismo morale di Zeno: ogni tradimento è preceduto e seguito da propositi di fedeltà, e il rimorso rafforza l’affetto per la moglie invece di interrompere la relazione. Zeno analizza tutto con precisione, ma usa l’analisi per giustificarsi, e persino le bugie dette a Carla e ad Augusta gli servono a sentirsi innocente.
La salute di Augusta e la malattia di Zeno si illuminano a vicenda, e l’amante, che lui teme come una minaccia, si rivela più sincera di lui. Il capitolo continua La storia del mio matrimonio e prepara Storia di un’associazione commerciale, dove il denaro messo da parte per Carla servirà a tutt’altro.
Passi da ricordare
«io amavo Augusta com’essa amava me»
La scoperta iniziale capovolge un matrimonio nato senza amore.
«Io sto analizzando la sua salute, ma non ci riesco perchè m’accorgo che, analizzandola, la converto in malattia.»
Zeno riconosce che il suo sguardo di analista deforma ciò che osserva, persino l’equilibrio della moglie.
«Fu così ch’ebbimo la lavanderia e ancora oggidì, quando passo dinanzi alla minuscola costruzione, ricordo che Augusta la volle e Carla la consentì.»
Il regalo alla moglie nasce dal senso di colpa per l’amante, con un’ironia amara.
«Io non domandavo Carla, io volevo il suo abbraccio e preferibilmente il suo ultimo abbraccio.»
Anche l’amore segue la logica dell’ultima sigaretta: Zeno desidera soprattutto l’ultima volta.